05ottobre

Sviluppo della cardiochirurgia in Kosovo: prima missione di assistenza tecnica delle aziende toscane

Il 24-29 settembre 2018 si è svolta a Pristina, presso il Centro Clinico Universitario del Kosovo, la prima missione di assistenza tecnica finalizzata alla formazione del personale sanitario e tecnico del reparto di cardiochirurgia adulti e pediatrico. Alla missione hanno preso parte professionisti del sistema sanitario toscano, nel dettaglio: il Dott. Giovanni Battista Calabri dell’Azienda Ospedaliero Universitaria “Meyer” ed i dottori Carlo Barzaghi e Maurizio Levantino dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana. La missione si è svolta all’interno del programma “Supporto al sistema sanitario in Kosovo”, finanziato con oltre tre milioni di euro dal Governo Italiano tramite l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, grazie al quale l’Italia sostiene la Repubblica del Kosovo nello sviluppo dei servizi pubblici di cardiochirurgia ed il piano nazionale di controllo delle infezioni in Kosovo. Un consorzio di aziende toscane composto da AOU Meyer, AOU Pisana e Fondazione Monasterio di Massa sono state incaricate di fornire assistenza tecnica al Minstero della Salute Kosovaro e formazione in loco del personale sanitario e tecnico essenziale per l’inizio dell’attività cardiochirurgica.

Il sistema sanitario del Kosovo è relativamente nuovo considerando che solo a partire dal 2008 si è costituito come entità indipendente. Il Kosovo ha ereditato un sistema sanitario pubblico inefficiente a cui si unisce – negli anni 90 – un sistema sanitario privato parallelo sostenuto, per lo più, dalla Mother Teresa Association facente capo all’ordine di Suor Teresa di Calcutta. Oggi, dopo svariati anni di protettorato internazionale l’assistenza sanitaria è organizzata su tre livelli: primaria, secondaria e terziaria. I servizi primari sono forniti da 33 unità amministrative comunali attraverso Centri di salute della famiglia; i servizi secondari sono offerti dall’Ospedale Universitario di Pristina e cinque ospedali regionali situati a Prizren, Pejë/Peć, Gjakova, Ferizaj, Gjilan, Mitrovica e Vushtrri; i servizi terziari sono di tipo specialistico e vengono offerti attraverso le istituzioni per la salute connesse con l’Università di Pristina. Esistono inoltre alcuni ospedali privati locali e di proprietà di investitori internazionali (statunitensi, turchi, tedeschi): 5 ospedali per le patologie cardiovascolari. La cultura della salute stenta ad attecchire in Kosovo, davvero in pochi si preoccupano di quello che gli esperti chiamato il “killer silenzioso”, l’ipertensione. Colpa del fumo, ma soprattutto dell’inquinamento dell’aria, il cui simbolo è il fumo sprigionato dalla centrale elettrica a carbone di Obilic, a pochi chilometri dalla capitale. Secondo l’ufficio statistico del Kosovo nel 2017 le patologie cardiovascolari sono state la prima causa di morte in Kosovo: circa il 52% dei deceduti soffriva di disturbi cardiovascolari

Al fine di raggiungere l’obiettivo generale della attività di assistenza tecnica e formazione toscana e cioè contribuire a rendere pienamente operativo ed autonomo il reparto di cardiochirurgia adulti e pediatrico del Centro Clinico Universitario di Pristina, i membri del consorzio saranno impegnati nei prossimi due anni in attività di:
• formazione formale e formazione on the job per il personale nazionale del Centro Clinico Universitario del Kosovo sulla diagnosi precoce delle malattie pediatriche congenite ed acquisite;
• formazione on the job per il personale nazionale dell’unità di cardiochirurgia eseguendo interventi chirurgici e visite di follow-up dei pazienti ricoverati nel reparto cure intensive e ordinaria;
• formazione on the job sugli interventi cardiochirurgia pediatrica caratterizzate principalmente da anomalie cardiache congenite di base.

cooperazione, cooperazione sanitaria internazionale, Kosovo