18giugno

Il CSG è partner di NetCare: un progetto sulla violenza di genere nelle migrazioni forzate

Il Centro di Salute Globale è partner del progetto NetCare – Networking and Caring for migrant and refugee women.

Il progetto, finanziato dalla DG Justice della Commissione Europea si concluderà a luglio 2021 e coinvolge Istituzioni e associazioni che lavorano in Italia, Spagna e Grecia con persone migranti. In Italia in particolare, oltre al CSG, i partner del progetto sono Oxfam Italia (che assicura il coordinamento complessivo del partenariato) e Alice Cooperativa Sociale, che ha una lunga esperienza nella gestione di centri anti-violenza sul territorio di Prato.

L’obiettivo del progetto è quello di rafforzare un sistema di presa in carico e supporto multi settoriale per le persone rifugiate e migranti che hanno subito e subiscono forme di violenza di genere.
Lo scopo è infatti quello di facilitare il loro accesso ai servizi esistenti, tenendo conto del basso livello di denuncia del fenomeno, del livello di paura correlato e dello scarso accesso ai servizi di assistenza e protezione da parte del gruppo target nei Paesi partner.

I servizi sanitari, sociali e legali delle reti territoriali (inclusi i centri anti-violenza, anti- tratta, di accoglienza, ospedali, consultori e pronto soccorsi, servizi per la comunità, uffici legali e di polizia) saranno coinvolti in tutti i Paesi partner e verranno dotati di un roster di mediatrici e mediatori linguistico-culturali, che rappresentano delle figure chiave di supporto per i loro interventi.

In questo contesto, il Centro di Salute Globale è responsabile dell’organizzazione di tre percorsi formativi sul tema della violenza sessuale e di genere nelle migrazioni forzate: un corso online, in modalità FAD, destinato ad un pubblico ampio; una formazione in presenza, rivolta esclusivamente a mediatrici e mediatori linguistico-culturali; una formazione in presenza intensiva e particolarmente approfondita, destinata ad un gruppo ristretto di mediatrici e mediatori linguistico-culturali, che andrà poi a costituire un roster di professionisti di riferimento da poter attivare da parte dei servizi socio-sanitari delle realtà coinvolte.
I contenuti, le metodologie didattiche e i livelli di approfondimento saranno modulati di volta in volta a seconda dei destinatari della formazione.

A questo link, è disponibile la prima newsletter del progetto, curata dall’Università di Jaen (Spagna).

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