La cooperazione sanitaria internazionale della Regione Toscana in Albania: tra migrazione e sviluppo

29agosto

La cooperazione sanitaria internazionale della Regione Toscana in Albania: tra migrazione e sviluppo

Le iniziative di cooperazione sanitaria internazionale tra Toscana ed Albania sono stati oggetto di un reportage trasmesso su Tele Iride.  Ancora prima della nascita della Cooperazione Sanitaria Internazionale della Regione Toscana (CSI), l’Albania è stata destinataria di molte iniziative di cooperazione da parte di soggetti del sistema sanitario regionale. Negli ultimi dieci anni, La istituzionalizzazione della CSI, le attività di coordinamento del Centro di Salute Globale e la prospettiva europea che porta naturalmente Tirana verso una più intensa collaborazione con soggetti italiani hanno portato allo sviluppo e consolidamento di partenariati tra soggetti locali che negli anni si sono mantenuti vivaci motori di progettualità e scambi e rappresentano una risorsa fondamentale per il consolidamento di un rapporto tra territori orientato alla crescita reciproca e al co-sviluppo.

La particolare attenzione del sistema di cooperazione toscano all’Albania è conseguenza del forte legame storico tra i due territori che ha avuto come conseguenza il fatto che la Toscana è stata fin dai primi anni ’90 meta privilegiata di migrazione da parte di molti albanesi che oggi – con oltre 66mila residenti – rappresentano quasi il 20% della presenza straniera complessiva, secondi solo ai rumeni. Una presenza, quella albanese in Toscana, significativa anche nell’imprenditoria (viene dall’Albania il 12,2% dell’imprenditoria straniera) superata solo dalla comunità cinese. Conseguentemente a partire dagli anni ’90, hanno preso il via i primi scambi di natura solidaristica tra i due territori, basati essenzialmente sull’accoglienza e cura di cittadini albanesi in strutture ospedaliere toscane, e sulla realizzazione di brevi missioni di team chirurgici in Albania. Da queste esperienze e dalle relazioni avviate tra professionisti e strutture sanitarie toscane e albanesi, hanno avuto origine negli anni successivi il progetto dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana con gli Ospedali di Valona, Durazzo e Madre Teresa di Tirana che si è evoluto nel tempo e oggi punta sempre di più sulla formazione del personale locale e sul potenziamento delle strutture, in un’ottica di maggiore autonomia degli ospedali albanesi. I servizi coinvolti sono stati essenzialmente quelli che esprimono eccellenze dei partner toscani: chirurgia endoscopica, oncologia, e più recentemente pronto soccorso.

Sempre agli anni ’90 risalgono i rapporti tra la cardiochirurgia dell’Ospedale “Madre Teresa” di Tirana e l’Ospedale del Cuore “G. Pasquinucci” di Massa e la Croce Rossa Toscana con i primi scambi finalizzati a rafforzare le attività di screening per le patologie cardiache sul territorio albanese e la formazione del personale albanese del reparto della cardiochirurgia pediatrica dell’ospedale di Tirana. Ad oggi l’avvio di un sistema di telemedicina per la formazione a distanza e la creazione di una rete associazionistica di familiari dei bambini affetti da patologie cardiache garantisce l’ownership del processo e migliora la sostenibilità delle attività formative e quelle di diagnosi, l’aumentato livello di autonomia dei partner albanesi ha comportato una riduzione anche attività di ricovero di casi pediatrici presso strutture sanitarie regionali.

Negli anni 2000, dall’altra parte, sono nate anche le collaborazioni tra l’Università di Firenze e le Università locali, per prima l’Università “Luigj Gurakuqi” di Scutari. Nell’ambito della collaborazione tra Università di Firenze e Università di Scutari è nato il progetto di creazione del corso di laurea in fisioterapia, portato avanti dal 2012 grazie all’appoggio dell’Opera “Madonnina del Grappa” e della sua missione permanente a Scutari.

Dal 2006, inoltre, è nata la collaborazione tra l’Università di Firenze – Centro Universitario di Studi in Amministrazione Sanitaria (CUSAS) e l’Università Cattolica “Nostra Signora del Buon Consiglio” di Tirana, che ha portato ad attività di ricerca e formazione sul tema dell’economia e management del sistema sanitario albanese. Il progetto ha promosso la realizzazione di 7 edizioni consecutive di un corso di alta specializzazione per manager sanitari del paese, ed ha coinvolto sia il Ministero della Sanità Albanese sia quelli di altri paesi balcanici interessati – in primo luogo il Kosovo e la Macedonia – a un confronto su questi temi. Nel 2008 il Ministero degli Esteri italiano ha inserito il progetto suddetto progetto formativo nell’elenco dei progetti di ricerca di “Grande Rilevanza” del Programma esecutivi collaborazione scientifica tra Italia Albania per l’anno 2009/2010.

Negli ultimi cinque anni le collaborazioni si sono trasformate in veri e propri partenariati che vedono gli attori del sistema sanitario toscano e l’Accademia coinvolti in attività di assistenza tecnica al Ministero della Salute tesa a supportare quest’ultimo nella implementazione della strategia governativa nella componente finalizzata a migliorare qualità e efficienza dei servizi ospedalieri. Le iniziative di assistenza tecnica hanno potuto usufruire anche di un contributo da parte del “Programma di Conversione del Debito tra Italia ed Albania (IADSA)” all’interno di questo sono stati finanziati tre progetti – che vedono il Ministero della Salute albanese come partner o come leader – e che sono co-finanziati dalla Regione Toscana, nel dettaglio:

  1. l’introduzione del DRG e di un moderno sistema di management degli ospedali albanesi con particolare riferimento alla introduzione delle Diagnosis Related Groups (DRG). Si tratta di un
    progetto concluso nel novembre del 2016 che ha portato alla realizzazione di corsi di formazione al personale dirigenziale del Ministero della Salute e degli ospedali target e alla pubblicazione di una road map per l’introduzione del DRG;
  2. il potenziamento del sistema di pronto soccorso dei cinque ospedali regionali delle città della zona costiera. Progetto che si è concluso nel luglio del 2018 che ha previsto l’acquisto di
    strumentazione di emergenza per gli ospedali di Scutari, Lezhe, Durazzo, Valona e Saranda e la formazione del personale sull’equipaggiamento acquistato;
  3. la costruzione del poliambulatorio di Vau i Dejes. Progetto iniziato nel maggio 2017 che prevede la costruzione del nuovo poliambulatorio, l’acquisizione di equipaggiamento ed attività formative.

Alle iniziative sopra elencate va aggiunta la iniziativa relativa al dono dei concentrati dei fattori della coagulazione derivanti dal plasma raccolto dai donatori italiani e di una assistenza tecnica da parte della Regione Toscana finalizzata al trattamento dei pazienti emofilici. Ad oggi la Regione Toscana ha donato al Ministero della Salute albanese 6 milioni di unità di fattore VIII – eccedenti rispetto al fabbisogno nazionale e derivanti dal plasma raccolto dai donatori italiani – negli ultimi 3 anni impegnando lo stesso Ministero alla costituzione di un Centro Nazionale specializzato nella cura dei pazienti emofilici. I risultati di questa iniziativa pilota hanno spinto il Ministero della Salute italiano a estendere estendere l’iniziativa ad altre Regioni italiane attraverso l’attuazione in Albania del cosiddetto programma “WISH” – un’iniziativa promossa in collaborazione con la World Federation of Haemophilia, la federazione mondiale delle associazioni emofilici – che prevede la messa a disposizione dei Paesi dei concentrati dei fattori di coagulazione derivanti dal plasma raccolto a fronte di un supporto all’organizzazione dei sistemi trasfusionali, nonché il supporto alla progettazione ed implementazione di reti assistenziali per i pazienti emofilici. Allo stato attuale è allo studio del Ministero della Salute albanese una bozza di accordo con il Ministero della Salute italiano (centro nazionale del sangue) e le regioni italiani tra cui la Toscana per implementare il programma WISH.

Posted by Michele De Luca  Posted on 29 Ago 
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