Firenze ospita la giornata conclusiva del progetto di supporto ai sistemi sanitari in Africa orientale

Si è svolta a Firenze la giornata conclusiva del progetto “Creazione di una rete sanitaria in Kenya, Tanzania e Uganda”, finanziato da Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e con il coordinamento tecnico – scientifico del Centro di Salute Globale della Regione Toscana. L’incontro ha rappresentato il momento di sintesi di un percorso durato due anni, che ha coinvolto istituzioni italiane e locali, organizzazioni della società civile, università, professionisti del sistema sanitario toscano e 34 strutture sanitarie tra Kenya, Tanzania e Uganda. Paesi diversi per storia, organizzazione sanitaria e contesto socioeconomico, ma uniti dalla stessa sfida: rafforzare la capacità dei servizi sanitari di offrire cure sicure, efficaci e di qualità per mamme e bambini. Il progetto ha costruito una rete ampia e articolata, fondata sul partenariato e sullo scambio di competenze.

Il lavoro quotidiano tra professionisti italiani e locali ha permesso di condividere buone pratiche, affrontare criticità comuni e valorizzare i risultati raggiunti, nella convinzione che solo attraverso un patrimonio condiviso di conoscenze sia possibile rispondere alle sfide più complesse. Le principali criticità evidenziate dai partner locali nella fase iniziale di assessment del programma – spesso legate alla limitatezza delle risorse disponibili per garantire la qualità dei servizi sanitari – sono state affrontate attraverso un approccio integrato e multilivello. Gli interventi hanno incluso la fornitura di attrezzature e materiali medici essenziali, l’attivazione di un ampio programma di formazione sulle competenze tecniche e organizzative del personale sanitario, lo scambio strutturato di buone pratiche tra le strutture coinvolte, l’introduzione di soluzioni innovative e la realizzazione di alcuni interventi di natura strutturale. Un insieme di azioni coordinate che ha permesso di rafforzare concretamente la capacità dei servizi di rispondere ai bisogni di salute materna e neonatale nei diversi contesti locali. Gli esiti del progetto nelle 34 strutture coinvolte sono infatti concreti e documentati.

Tra i principali risultati: – Introduzione del POCUS (Point-of-Care Obstetric Ultrasound), con un significativo aumento delle ecografie durante l’assistenza prenatale e una più precoce individuazione delle complicanze materne e neonatali. – Riduzione dei casi di asfissia neonatale alla nascita, grazie a una migliore gestione della gravidanza, del travaglio e del parto e al rafforzamento delle pratiche assistenziali. – Aumento dei parti in struttura sanitaria e delle visite prenatali, segnale di una maggiore fiducia nei servizi sanitari. – Miglioramento nella raccolta e analisi dei dati clinici, che consente agli ospedali di identificare criticità e attuare azioni correttive mirate. – Riduzione della mortalità materna e neonatale nella maggior parte delle strutture coinvolte, a conferma dell’impatto positivo delle azioni implementate. L’esperienza dimostra che la cooperazione sanitaria internazionale, quando si fonda su partenariato, responsabilità condivisa e valorizzazione delle competenze locali, può generare cambiamenti concreti e sostenibili nel tempo.
La giornata conclusiva non rappresenta un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova fase: una base solida su cui costruire future collaborazioni e affrontare insieme nuove sfide comuni nel campo della salute globale.

Qui il video per scoprire di più sul progetto:

Qui il report sui risultati e valore creato del progetto: CSG KTU Report 2026